un viaggio con Federica Gazzano dedicato all’Arte della Salute
Stampa la pagina Aumenta carattere Diminuisci carattere

Filosofia

Io penso che l’anima sia immortale e che questa vita, di cui abbiamo coscienza, sia una palestra.

La consapevolezza che abbiamo sviluppato nella scala evolutiva ci può servire per alleggerire il carico inutile, la zavorra di pensieri e azioni che offuscano la libertà, la dinamicità, la trasparenza e la leggerezza dell’essere. Non è facile. Anzi, il lavoro è lungo e laborioso, ma i risultati sono profondi, stupendi, potenti, quasi non ci si crede: si radicano in noi, ci sostengono, ci arricchiscono, ci ringiovaniscono, ci permettono di volare ovunque senza più paura.

Ci permettono di essere creativi ad ogni età e ci mettono a disposizione un’energia inimmaginabile. Sembra semplicistico, quasi una banalità?

Traggo molta ispirazione dalle idee di Sri Aurobindo e di Mata Amritananda Mayi. Che la nostra natura divina si manifesti e illumini anche la vita terrena, con la forza dell’amore. La tesi della mia maturità fu sulla figura del Mahatma Gandhi: mi affascinava l’idea dell’azione non violenta, della semplicità quasi ascetica e dell’esperienza vissuta sulla propria pelle.

Ho intrapreso un lungo, interessante e anche duro lavoro di introspezione che mi ha aiutata a diventare più chiara in me stessa e ora posso finalmente condividere la mia umile sapienza.

Non credo nei grandi discorsi: credo che ci si debba interrogare sul significato della propria vita e si debba vivere coerentemente con le proprie convinzioni. Nella vita cerco di condividere concetti profondi intorno alla evoluzione spirituale dell’essere umano, al proprio ruolo nella società e alla consapevolezza della presenza nel “ qui ed ora”.

Vorrei che la società riducesse la violenza e mi batto perché nelle famiglie e nei luoghi preposti all’educazione si conoscano punti di vista diversi da quelli che ormai da troppi anni la società propone attraverso la filmografia, la TV, la pubblicità e i media.

Lavoro con le mamme e i bambini nella fase prenatale e postnatale perché credo che la comunicazione sonora e gestuale sia un mezzo potente.

Vorrei fortemente che le discipline di cui mi occupo venissero accettate in Italia in ambito ambulatoriale e nelle strutture pubbliche. Vorrei che esse fossero vissute come validi percorsi di prevenzione della salute affinché tutti possano usufruirne: buona parte dei progetti che porto avanti e dei corsi di formazione sono ispirati da questa filosofia.