Ho imparato il massaggio Tradizionale Tailandese tredici anni fa, alla maniera orientale, come piace a me, stando per molti mesi a fianco del grande maestro Pichest Boonthomme, buddista praticante, sensitivo e sciamano, uomo di potere.
In Oriente l’insegnamento classico avviene così, stando ai piedi del Guru, del Maestro. Ogni giorno, pazientemente andavo a casa sua, nel suo spazio di lavoro, e ricevevo insegnamenti: la tecnica, le pratiche rituali di purificazione, le preghiere al Buddha, e molte altre cose preziose sulla condizione dell’Essere.
Il Massaggio Tradizionale Tailandese si insegnava inizialmente solo nei templi buddisti e i primi insegnanti erano solo monaci. Esso fa infatti parte integrante della pratica buddhista e della medicina tradizionale tailandese.
Qualche anno fa sono andata in Tailandia per un lungo aggiornamento e ho scoperto con tristezza che il modo di insegnare è diventato standardizzato, organizzato, molto più asettico, come si dice ora “moderno”.
Il Massaggio Tradizionale Tailandese è una tecnica stupenda: molti grandi stiramenti, potente come lo è lo yoga, meraviglioso per migliorare la circolazione sanguigna e per ridare energia.
In Tailandia giovani e anziani lo ricevono e lo usano per prevenire tante malattie, qui in occidente ho notato che gli sportivi e i danzatori ne vengono maggiormente attratti, insieme agli insegnanti di yoga, di arti marziali, e agli studenti o diplomati di shiatsu che desiderano integrare tecniche avanzate di stiramenti e aggiungere il lavoro muscolare alla digitopressione.
Dal 2004 in Tailandia il Re ha intrapreso un’opera di rivalutazione di questa arte e ne ha sottolineato il beneficio terapeutico.
Qui in Italia è poco conosciuto e io desidero farvi conoscere questa tecnica speciale e condividere con voi gli insegnamenti che ho ricevuto io stessa e che ho arricchito con la mia trentennale esperienza nell’arte delle terapie corporee orientali.
Non è facile da imparare, ci vuole impegno e dedizione, ma esso ricompenserà abbondantemente voi stessi e le persone cui lo donerete.


